speak too fast

Parlare inglese fluentemente non significa parlare velocemente

Una cosa che dico ai miei studenti che vogliono parlare fluentemente in inglese è che è meglio esprimersi lentamente ma con controllo che lanciare parole a raffica facendo molti errori.

Molte persone che desiderano migliorare il proprio speaking hanno un obiettivo quasi automatico: “Voglio parlare più fluentemente”. Comprensibilmente, nessuno vuole bloccarsi, cercare parole o riempire le frasi di esitazioni. Il problema è che spesso abbiamo un’idea distorta di cosa significhi davvero parlare inglese fluentemente. Molti associano la fluency alla velocità: se una persona parla rapidamente, senza pause apparenti, allora deve essere molto competente. Ma è davvero così?

Recentemente ho letto un interessante articolo di Rebecca Castellani, “Fluenza linguistica: un parametro ambiguo nella valutazione della competenza” sul sito di Erickson, che mi ha colpito molto perché conferma qualcosa che osservo spesso nel mio lavoro come insegnante di lingue.

Mi capita infatti di sentire parlare di persone “fluenti in inglese”. Poi le ascolto con attenzione e scopro una realtà diversa: parlano molto velocemente, magari con sicurezza, ma commettono errori continui di grammatica e sinteassi, usano espressioni poco naturali o costruiscono frasi che un parlante realmente competente percepirebbe subito come problematiche. In altre parole, se uno parla a 200 parole al minuto dicendo cose sbagliate, molti pensano: “Che fluente!”. Se uno parla con calma, sceglie bene le parole e fa pause naturali: “Mmh, insicuro”.

Lasciate che vi racconti un aneddoto. Una volta lavoravo come interprete per il rappresentante di un’azienda americana alla ricerca di nuovi clienti in Italia. Tra questi, un italiano mi disse che la traduzione non gli serviva perché parlava bene inglese. E in effetti parlava a una velocità incredibile, il doppio di quanto avrei fatto io. Ma quando chiesi all’americano se lo capisse, lui mi rispose: “I can’t understand a word he’s saying”!

Cosa significa davvero essere fluenti in inglese?

Secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento, ai livelli più avanzati il parlante manifesta un eloquio “molto fluente”. Tuttavia, l’articolo mette in discussione l’idea che la fluenza sia qualcosa di semplice e misurabile. Anche i madrelingua fanno pause, esitano, cercano le parole giuste: succede quando sono stanchi, sotto pressione, emozionati o quando stanno cercando di esprimere un pensiero complesso.

Gli studi linguistici distinguono addirittura diversi tipi di fluenza:

  • la fluenza percepita, cioè l’impressione che riceve chi ascolta;
  • la fluenza del parlato, misurabile attraverso velocità e pause;
  • la fluenza cognitiva, legata ai processi mentali che permettono di produrre la lingua.

Ed è qui che nasce il problema: spesso confondiamo la percezione con la competenza reale.

Fare pause in inglese non significa parlare male

Molti studenti adulti vivono le pause come un piccolo fallimento personale: “Mi sono fermato due secondi… Non mi veniva una parola… Ho esitato.” Questi pensieri generano ansia e aumentano la paura di parlare inglese.

Eppure le pause hanno una funzione assolutamente naturale. Servono a pianificare ciò che stiamo per dire, a organizzare il pensiero e a gestire la comunicazione. Pensiamoci: quando parliamo italiano facciamo continuamente pause, ma nessuno conclude per questo che non sappiamo parlare la nostra lingua. L’articolo evidenzia anche un interessante doppio standard: se un madrelingua esita, chi ascolta pensa che stia riflettendo o cercando la parola migliore. Se uno studente di inglese fa la stessa identica pausa, spesso viene interpretata come una prova di scarsa competenza linguistica. La pausa però è la stessa, cambia soltanto il giudizio.

Come migliorare lo speaking in inglese davvero

Uno degli obiettivi più importanti nell’apprendimento di una lingua non dovrebbe essere parlare più velocemente, ma parlare con maggiore chiarezza, controllo e precisione.

Per questo motivo incoraggio sempre i miei studenti a rallentare quando ne hanno bisogno. Perché nella comunicazione reale non vince chi parla più velocemente, ma chi sa comunicare con controllo. Se ti prendi qualche secondo per costruire una frase corretta, scegliere il verbo giusto o usare un’espressione più naturale, non stai fallendo, ma facendo esattamente ciò che fanno tutti i parlanti competenti.

Parlare bene una lingua non significa non fermarsi mai, significa riuscire a dire ciò che vuoi dire, nel modo più efficace possibile. La vera domanda non è: ‘Sto parlando abbastanza velocemente?’ La vera domanda è: ‘Sto dicendo quello che voglio dire in modo chiaro?

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